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La Storia

Il Quartiere Primavalle si trova nel territorio posto grossomodo tra Via Boccea, Via Pineta Sacchetti e Via di Torrevecchia, su un altopiano un tempo occupato dalla vasta Tenuta di Primavalle, un ampio fondo agricolo di proprietà, almeno dal XVI Secolo, del Capitolo di San Pietro. Intorno agli inizi del Novecento iniziò ad essere abitata, soprattutto dopo che le borgate provvisorie realizzate dal Sindaco Ernesto Nathan alla Ferratella e a Porta Metronia vennero abbattute, portando alla nascita di nuove borgate e insediamenti urbani nelle aree all’ora più periferiche, come il Quartiere Primavalle. La zona, dal 1921 compresa nel Suburbio X Trionfale, iniziò quindi a vedere una prima urbanizzazione, seppur molto rustica. Nel 1923, le Suore della Congregazione delle Figlie Povere di San Giuseppe Calasanzio e della Beata Celestina Donati fondarono in questa zona L’Oasi di Primavalle, in cui venivano accolte bambine di età tra i 3 ed i 10 anni figlie di detenuti o orfane. Nel 1928 nella zona anche le Suore Orsoline di Santa Urszula Ledochowska diedero vita a un Istituto Religioso nel Quartiere, così come anche l’Opera Don Calabria, mentre nel 1933 Padre Isaia Filippi costruì la Chiesa di Santa Maria Assunta e San Giuseppe a Primavalle, su progetto dell’architetto Tullio Rossi. A partire dal 1937, in seguito alle politiche urbanistiche degli sventramenti volute da Benito Mussolini e pianificate nel Piano Regolatore Generale del 1931 che attraversarono diverse aree del Centro di Roma, per ospitare gli abitanti che avevano dovuto lasciare le proprie case nacquero diverse borgate, tra cui le principali furono le cosiddette “Borgate ufficiali”. Tra queste, nacque anche la borgata di Primavalle. Progettata dall’architetto Giorgio Guidi su iniziativa dell’Istituto Fascista Autonomo per le Case Popolari, la nuova borgata sorse sulla parte pianeggiante dell’altopiano tra la Via Aurelia e la Via Trionfale. Per ospitare i lavoratori che avrebbero costruito la nuova borgata, furono costruite circa 240 abitazioni provvisorie, le cosiddette “casette rosse”, per via del loro colore, situate tra Via Bernardo Bibbiena, Piazza Zaccaria Papa e Via di Primavalle. Quest’ultima, che faceva da asse urbanistico della nuova borgata, venne ribattezzata Via Federico Borromeo.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il Quartiere fu scosso da un fatto di cronaca nera, ad oggi ancora privo di un colpevole: la morte violenta della ragazza di 12 anni Annarella Bracci, avvenuta nel 1950. Negli anni Cinquanta, lo sviluppo urbanistico del Quartiere Primavalle proseguì: nel 1953 inizia la costruzione di nuovi edifici sul terreno donato al Comune di Roma dal Principe Lancellotti, mentre nel 1953 viene inaugurata la derivazione dell’acquedotto del Peschiera che arriva nel Quartiere. Nascono poi, parallelamente alla borgata storica, nuove abitazioni lungo Via della Pineta Sacchetti. Il periodo di maggior sviluppo edilizio si ebbe tra 1961 e il 1971 quando venne edificato oltre il 53% dei fabbricati di Primavalle. Nel 1961, il Quartiere Primavalle nasce ufficialmente: la vecchia borgata di Primavalle, le nuove abitazioni alla Pineta Sacchetti e l’area di Torrevecchia si staccano dal Suburbio Trionfale e danno vita al nuovo Quartiere. Nel 1973, il Quartiere Primavalle è colpito pesantemente dalla violenza politica di quegli anni, quando alcuni membri di Potere Operaio diedero fuoco alla porta dell’abitazione del Segretario della sezione locale del Movimento Sociale Italiano Mario Mattei, uccidendo due dei suoi figli: Virgilio di 22 anni e Stefano di 8 anni. Il fatto è ricordato come Rogo di Primavalle. Nel 2000, in occasione del Giubileo, il Quartiere Primavalle è stato raggiunto dal prolungamento della linea A della Metropolitana di Roma, attraverso la fermata Battistini.

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