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La Storia

Il Celio è il XIX rione di Roma, formatosi in epoca relativamente recente, e precisamente nell’anno 1921, da una suddivisione del rione x, Campitelli. Presenta una superficie di 84.090 metri qua e al censimento del 1951 la popolazione residente comprendeva 10.840 persone. Il Celio non è soltanto il nome del rione ma è anche uno dei mitici sette colli di Roma: gli altri sono il Campidoglio, il Viminale, il Palatino, l’Aventino, l’Esquilino ed il Quirinale. Durante il Medioevo ed il Rinascimento il colle si spopolò, molto probabilmente perchè l’antica “via Celimontana” cessò il suo importante ruolo di collegamento tra zone urbanizzate della città, mantenendo un aspetto rurale fino alla fine dell’Ottocento. Nel IX secolo il Celio fu centro d’importanti e grandiosi sviluppi urbanistici, tra i quali citiamo la diaconia di S. Maria in Domnica, voluta da Pasquale I nell’817, e la chiesa dei Quattro Ss. Coronati, martiri scalpellini canonizzati da Leone IV nell’855. Si deve a Innocenzo III, nel 1210, l’abbazia di S. Tommaso in Formis con la sua originale porta cosmatesca sormontata con un’edicola a mosaico. La zona nel Seicento ebbe un fervore di riprese edilizie, specialmente riferite a ville e vigne.

Una fra tutte nel Celio mette conto ora di citare, quella detta della Navicella, oggi villa Celimontana. Purtroppo l’urbanistica di Roma Capitale, dopo la presa di Porta Pia, non risparmiò neanche il Celio e la costruzione di strade ed abitazioni comportò uno stravolgimento totale del rione, con l’edificazione dell’ospedale militare del Celio, che distruzione Villa Casali. Non si può fare a meno di ricordare che all’interno del suo perimetro, in verità non molto grande, si trova il simbolo dell’eternità di Roma, il Colosseo. CONFINI Colosseo, Via di S. Giovanni in Laterano, Via di S. Stefano Rotondo, Via della Navicella, Piazza di Porta Metronia, porta Metronia stessa, e dalle mura urbane comprendenti la porta Latina, la porta S. Sebastiano, piazza Numa Pompilio, viale delle Terme di Caracalla, piazza di Porta Capena e Via di S. Gregorio.

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